LE_Interviste

 

Di famiglia prussiana Erich Priebke nasce il 29 luglio 1913 a Hennigsdorf, nelle vicinanze di Berlino e rimane orfano di entrambi i genitori a sette anni. Accolto nella casa di una zia materna, a 14 anni viene avviato al lavoro nel settore alberghiero.
Ventenne, emigra in Italia per lavorare in un hotel della costiera ligure, poi a Londra ed in fine, tornato in Patria, si arruola nella polizia ottenendo così anche i gradi militari di appartenente al corpo delle SS.
Scoppiata la seconda guerra mondiale, come tenente di prima nomina fu inviato in Italia presso l'ambasciata tedesca con funzioni di vice Polizei Attaché. Dopo l'otto settembre fu inquadrato nell' Aussenkommando Roma che, nella sede di via Tasso, svolgeva funzioni di polizia. Lì, dopo l'attentato di via Rasella, insieme al suo comandante Kappler e ai suoi colleghi fu raggiunto dall'ordine di Hitler che lo porterà a far parte dei plotoni di esecuzione nella rappresaglia delle Cave Ardeatine. In seguito prestò servizio a Brescia e alla fine della guerra, scappato da un campo di prigionia, si rifugiò a Vipiteno riunendosi a moglie e figli.
Emigrato in Argentina nel 1948, dopo una vita di intenso lavoro, da pensionato si dedicò per vent'anni alla comunità tedesca di San Carlos di Bariloche, diventando presidente sia dell'associazione culturale germano-argentina che della commissione direttiva del prestigioso istituto tedesco "Primo Capraro".
Quando la sua storia fu portata a conoscenza del grande pubblico tramite un servizio della TV americana ABC, nel 1994, le autorità italiane vollero la sua estradizione.
Una volta in Italia, dopo un primo proscioglimento, venne riarrestato e riprocessato per essere condannato a 14 anni e poi in appello definitivamente all'ergastolo.
Oggi novantenne, mentre sua moglie vive a Bariloche, Erich Priebke è a Roma all'ergastolo, in detenzione domiciliare (la signora Alice Stoll si è spenta successivamente alla prima pubblicazione di questo volume, in data 10/08/2004).